sabato 24 giugno 2017

Toccata e fuga a Cracovia - Campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Prima della fine dell'anno scolastico 2016-17 il C.f.p. Cebano Monregalese ha organizzato, per i ragazzi del secondo e terzo anno ad indirizzo meccanico, il Viaggio della Memoria. Siamo stati a Cracovia dall'8 al 10 maggio e abbiamo visitato i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau
Condivido con voi qualche scatto, non scriverò molto perché di fronte all'orrore che si è compiuto in quei posti l'unica cosa da fare è stare in silenzio e trasmettere ai giovani queste cose in modo che non si ripetano mai più.
Iniziamo da Cracovia, che abbiamo trovato come una città splendida, pulita in cui si può girare tranquillamente anche da soli di sera.
Avevamo il preconcetto di andare in uno stato, la Polonia, considerato povero, ma ci siamo subito dovuti ricredere, mezzi pubblici efficienti e tutto super pulito, non si sono visti mendicanti ne altre cose che si vedono normalmente nelle nostre città.
Ma veniamo a qualche immagine.
Come sempre tutte le foto le potete trovare ad alta risoluzione sui miei profili Flickr e 500px.

Cracovia


piazza cracovia cattedrale notte

piazza cracovia cattedrale notte

piazza cracovia cattedrale notte castello

piazza cracovia cattedrale notte


Campo di concentramento di Auschwitz
La troppo famosa scritta che accoglieva chi veniva internato. Il lavoro rende liberi, Arbeit Macht Frei, la scritta presente oggi all'ingresso è una riproduzione. L'originale venne rubata e poco dopo ritrovata per poi essere definitivamente sistemata in un museo.


Il lavoro rende liberi, Arbeit Macht Frei

campi di concentramento di Auschwitz

campi di concentramento di Auschwitz


In quest'urna sono contenute una parte delle ceneri che si trovavano al momento della liberazione nei forni crematori.

campi di concentramento di Auschwitz resti umani cenere umana ossa dead bone

Il campo all'inizio della sua storia era una caserma, venne poi trasformato in un carcere per prigionieri politici e militari polacchi, si sperimentò su di loro l'utilizzo del gas e solo dopo divenne uno dei primi campi di sterminio per la soluzione finale.
Pensare a quanta gente è passata su questi scalini fa impressione. Oggi si consumano ancora grazie a migliaia di persone che ogni giorno vengono in visita per non dimenticare.

scala consumata stairs campi di concentramento di Auschwitz resti umani cenere umana ossa dead bone

Ed eccolo qui, il famoso gas usato per uccidere le persone che venivano destinate alle camere a gas. Era contenuto in queste scatole sotto forma di graniglia di legno imbevuta di acido cianidrico. Appena si arrivava ai 26 gradi il gas evaporava e iniziava il suo lavoro.

camere a gas ebrei soluzione finale zyklon b acido cianidrico

Questa è l'ultima cosa che migliaia di persone hanno visto prima di morire. Da questo foro quadrato veniva calato il contenitore col gas mentre gli sfortunati erano convinti di aspettare la doccia. D'altronde erano appena stati denudati, il pavimento era bagnato perchè era stato appena lavato dai residui dei cadaveri del turno precedente e sul soffitto c'erano finte docce.

camere a gas ebrei soluzione finale zyklon b acido cianidrico

La prima camera a gas col vicino forno crematorio, lavorò relativamente poco perchè era troppo piccola e si riuscivano a smaltire solamente 300 400 persone (pezzi) al giorno.

camere a gas ebrei soluzione finale zyklon b acido cianidrico


camere a gas ebrei soluzione finale zyklon b acido cianidrico forno crematorio

Al campo sono conservate anche quantità incredibili di oggetti di uso comune che gli Ebrei si portavano dietro pensando di andare in un nuovo ghetto. Questa foto è particolare perché qualcuno scrisse sulla valigia la parola Waisenkind cioè bambino orfano come a raccomandare chi avrebbe dovuto accoglierlo. Non sappiamo che fine fece il proprietario di questa valigia, purtroppo però chi non era abile al lavoro veniva immediatamente spedito alle camere.

campo di concentramento auschwitz waisenkind orfano

campo di concentramento auschwitz latte pentole lamiere

campo di concentramento auschwitz scarpe ebrei prigionieri

I primi prigionieri "accolti" ad Auschwitz vennero trattati come criminali comuni e quindi schedati con regolare fotografia e profilo personale. Dopo qualche tempo però, ci si rese conto che conveniva trattare gli Ebrei come materiale di consumo in tutto e per tutto, da quel momento vennero tatuati e soprannominati Stücke, pezzi. 

primi internati campo di concentramento auschwitz scarpe ebrei prigionieri

All'interno di uno dei tanti blocchi presenti nel campo era presente un tribunale che aveva il compito di punire ogni atto di ribellione, tentativo di fuga o qualsiasi altro comportamento ritenuto non adatto. I prigionieri dopo essere stati denudati e con un veloce processo sommario, venivano impiccati nel corridoio in modo che chi aspettava il proprio turno potesse vedere cosa gli sarebbe successo.

primi internati campo di concentramento auschwitz scarpe ebrei prigionieri

Questo è l'ingresso del secondo campo di Cracovia, Birkenau, molto più grande di Auschwitz arrivò a contenere contemporaneamente più di centomila prigionieri. Aveva 4 camere a gas con forni crematori e, nei momenti di massima attività, si stima riuscì ad eliminare fino a ottomila persone al giorno. 


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Appena entrati i convogli venivano svuotati, i bagagli abbandonati sulla banchina sarebbero stati raccolti in seguito, gli uomini venivano divisi da donne e bambini. Le donne con bambini troppo piccoli venivano ritenute inutili al lavoro e quindi spedite immediatamente alle camere a gas assieme agli anziani.
Tutto veniva recuperato, i denti d'oro, i capelli e tutto quello che poteva essere riutilizzato. 


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

A Birkenau molte baracche erano in legno, quando i Russi entrarono nel campo radunarono tutti i superstiti nella parte in muratura e diedero alle fiamme quasi tutto il rimanente. Cronache dicono che non sapessero come altro fare per fermare le epidemie dovute ai cadaveri sparsi ovunque, pidocchi, zecche e topi.
Si salvarono i camini che avrebbero dovuto scaldare baracche da circa 700 persone con due stufette larghe circa mezzo metro. Inoltre nessuno aveva la legna per accenderle.


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Uno dei baracconi che si è salvato all'interno potevano essere stipati fino a 750 prigionieri, non avevano pavimento e il tetto era di lamiera appoggiato ai muri. La temperatura poteva raggiungere anche i 40 gradi sotto zero e gli ebrei erano vestiti col solo pigiama a righe.

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Qualche scatto panoramico unendo più immagini in photoshop. Questi siete obbligati a guardarli in alta definizione se volete apprezzarli.
La piazza di Cracovia.

cracovia panorama

L'ingresso di Auschwitz, se non ci fosse la recinzione sembrerebbe un posto quasi carino e i colori sono anche belli, pare quasi impossibile sia successo quello che la storia ci ha insegnato.

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Il piazzale di Birkenau dove i treni scaricavano gli Ebrei. Si capiscono le dimensioni enormi di questo campo.

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Cosa rimane delle camere a gas e dei forni crematori, appena i Tedeschi si resero conto che la sorte gli stava voltando le spalle e poco dopo i Russi avrebbero avuto la meglio minarono le costruzioni per non lasciarne traccia, per fortuna non ci riuscirono completamente.


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau camere a gas e forni crematori

Ho pubblicato solo una minima parte delle foto. Tutti dovrebbero andare una volta per vedere coi loro occhi cosa ha potuto concepire la mente umana. E' molto facile venire, la città è tranquilla e ben collegata con l'aeroporto. La vita costa relativamente meno che da noi, abbiamo mangiato in un buon ristorante al centro di Cracovia con 15 euro. Vi consiglio di cambiare un po' di euro in moneta locale perché quasi in nessun esercizio li accettano, è possibile pagare con carta di credito quasi ovunque anche per cifre piccolissime come un caffè. Altra raccomandazione portatevi dei vestiti pesanti e una giacca a vento perché il clima è molto variabile, noi siamo partiti al mattino col sole, arrivati a Birkenau era nuvoloso, nel giro di un'ora ha nevicato, piovuto e poi è tornato sereno.



mercoledì 26 aprile 2017

Vicoli di memoria - Mostra per il 25 Aprile 2017 al santuario di Vicoforte Mondovì

Nel week-end del 25 aprile appena trascorso, assieme ad alcuni amici e grazie alla collaborazione della Biblioteca civica di Vicoforte Mondovì, abbiamo organizzato una piccola mostra di materiale risalente alla seconda guerra mondiale.
Per chi non ha potuto venire a trovarci condivido alcune immagini della mostra.
Chiedo scusa per la loro qualità ma i vetri e l'illuminazione non mi hanno permesso di fare meglio.

Vicoli di memoria - Mostra per il 25 Aprile 2017 al santuario di Vicoforte Mondovì


Vicoli di memoria - Mostra per il 25 Aprile 2017 al santuario di Vicoforte Mondovì

Vicoli di memoria - Mostra per il 25 Aprile 2017 al santuario di Vicoforte Mondovì

Vicoli di memoria - Mostra per il 25 Aprile 2017 al santuario di Vicoforte Mondovì

Abbiamo allestito la mostra con 4 teche poste al centro a creare un percorso storico partendo dal ventennio fascista per arrivare alla resistenza e al 25 Aprile.
Intorno abbiamo disposto delle fotografie del comune che ci ha ospitato con militari del luogo. Alternate a manichini che indossavano le divise dei vari attori che parteciparono alle lotte partigiane di queste zone, camice nere, divisione monterosa, ss e partigiani garibaldini.

gil oro alla patria fede africa aoi etiopia love you anello alpini mussolini gaf fregio pentagonale pnf

Teca contenente materiale precedente alla guerra; materiale di propaganda, fedi oro alla patria, qualche pezzo della campagna d'Etiopia, una medaglia della G.A.F. (Guardia alla frontiera) e alcuni fregi pentagonali da bustina o adrian.

11 armata campagna albania grecia jugoslavia russia fronte alpino occidentale scudetti da braccio cosseria monviso tridentina cuneense croce di ferro ghiaccio

Qua siamo durante la guerra, sono presenti alcune medaglie della campagna di Albania Grecia e Jugoslavia,  del fronte alpino occidentale e alcune della campagna di Russia.

internato militare imi gavetta galliano giorgio forchetta re regio esercito bossolo 91 trech art arte da trincea

Questa teca invece vuole rappresentare gli internati militari che per un motivo o per l'altro finirono nei campi di lavoro tedeschi. 

bossoli mg 42 34 151 cal .50 browning gladi rsi divisione monterosa viva la morte piastrina ss in bocca al lupo

Infine l'ultima teca che rappresentava i due fronti contrapposti, i partigiani a sinistra e i combattenti della RSI o delle SS a destra.

Infine un video realizzato durante la manifestazione da Ettore Poggi che ringraziamo.


Grazie a tutti quelli che sono passati, abbiamo notato come sia necessario ricordare e come i giovani stiano ad orecchie aperte quando qualcuno gli racconta la storia davanti a qualcosa di diverso da un libro. Speriamo di riuscire a rifarla l'anno prossimo e siamo aperti a nuove idee, nel nostro piccolo ci riteniamo molto soddisfatti.
Ancora grazie.

Come sempre un piccolo click sulle pubblicità a fianco o sotto è molto gradito.




sabato 15 aprile 2017

Colori in bianco e nero - Monte Alpet

Ieri ho fatto una veloce gita sul Monte Alpet vicino a San Giacomo di Roburent, montagna della mia infanzia, mille ricordi, ogni angolo ricorda qualcosa.
Lo conosco come le mie tasche e ogni volta che ci vado mi premia regalandomi un momento indimenticabile.
Ieri c'era una fioritura di narcisi selvatici incredibile, un mare di fiori gialli.
Spettacolare, nulla da aggiungere.
Ora la foto, il colore immaginatelo.
(foto ottenuta unendo 4 scatti del sony xperia e lavorata coi filtri nik collection)
Come sempre versione in alta definizione su 500px o flickr.




lunedì 27 marzo 2017

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Stasera vi voglio mostrare l'ultima chicca che mi ha permesso di completare un quadretto poco conosciuto.
Sono riuscito ad aggiudicarmi la terza variante della medaglia coniata per chi partecipò alla battaglia del fronte alpino occidentale.

Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.


Facciamo un breve riassunto di cosa accadde dal 21 al 24 giugno del 1940.
Dobbiamo partire da qualche tempo prima, per la precisione il 10 dello stesso mese. Siamo agli inizi della seconda guerra mondiale, per l'Italia fino a quei giorni gli ordini di Mussolini erano di tenere, sul confine Francese, un atteggiamento difensivo e di non intraprendere nessun azione nei confronti della Francia.
Il 10 giugno però, l'Italia entra in guerra e per Mussolini la Francia sembra una preda facile dato che era praticamente già capitolata a causa dell'invasione tedesca al nord.
Ecco che s'iniziano diverse operazioni di bombardamento nel sud della Francia, tramite artiglieria e aerei.
Per Mussolini però, le attività sembrano troppo blande e quindi viene ordinata l'invasione della Francia meridionale.
Le operazioni iniziano il 21 giugno attraverso tutti i valichi alpini delle Alpi occidentali, vengono impiegati circa 300000 uomini che in 3 giorni di ostilità arrivano fino a Mentone. Non è chissà quale risultato se si conta che non sono molti i chilometri d'invasione e ci furono parecchie perdite da parte Italiana, dovute anche a diversi congelamenti. Questo sarebbe dovuto essere sintomo di quanto fossero mal equipaggiate le nostre truppe. Purtroppo, presi dalla foga della vittoria, non si fece molto caso a questi dettagli e da li a poco sarebbe venuta tutta l'epopea russa.
Il secondo fronte al sud fece definitivamente collassare la Francia che richiese l'armistizio firmandolo il 24 giugno.
Tutto il territorio occupato rimase sotto il controllo italiano.

Ma veniamo alle medaglie, gli approfondimenti storici li trovate tranquillamente su ogni libro o sul web.

Partiamo dalla più comune.
E' in bronzo coniata da Lorioli e incisa da Affer, non è una medaglia ufficiale venne probabilmente acquistata dai partecipanti all'invasione. A me piace molto per la profondità dei dettagli e la fatica che evoca.
Sul fronte è rappresentato un militare con elmetto e moschetto 91 in spalla nell'atto di spingere delle rocce. Tra le ore 10 e 11 è presente la scritta VINCERE!. A ore 5 è presente il marchio dell'incisore Affer.

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale


Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Sul retro appare una vittoria alata con uno scudo decorato da un fascio littorio, sotto le montagne e il mare.
Sono incise le scritte 21 - 22 - 23 - 24 Giugno - A - XVIII, più in basso Battaglia del Fronte Alpino Occidentale


Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale


Di questa medaglia esiste una variante dove sul fronte è presente una raffigurazione di Umberto di Savoia principe di Piemonte.
(la potete vedere qui)

Veniamo alla seconda un po' più rara da trovare, il fronte è uguale, sul retro invece appare una fiamma ardente con un 4 su cannoni decussati posta sopra a rilievi montuosi e cannone. Intorno c'è la scritta Battaglia Fronte Alpino Occ. 21-24 Giugno XVIII.

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale

Ed infine l'ultima, non l'ho praticamente mai vista, quando mi è capitata l'ho presa al volo senza badare troppo al prezzo. E' anche quella che è più vissuta probabilmente chi la indossava era un ufficiale e ne andava molto fiero. I dettagli da un lato infatti sono abbastanza consumati.
E' in argento con le iniziali di chi probabilmente la indossò.
Il fronte e il retro sono uguali a quella postata poco sopra.

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Eccole infine tutte assieme.

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli

Sul nastrino della medaglia per il fronte alpino occidentale ci sono poche certezze, sul Brambilla è riportato che il nastrino ha 10 righe bianche e 9 righe rosse alternate partendo dal bianco. Non essendo però una medaglia ufficiale non esistono normative che la descrivono esattamente e quindi si crede che l'usanza di usare il nastrino bianco e rosso discenda dal ritrovamento di un campione di questo nastro montato su una croce del Gruppo Armate Ovest della Johnson. Probabilmente anche le medaglie venivano fornite con questo nastrino o i vari militari se ne procuravano uno. Fatto sta che si trovano molte medaglie che hanno i nastrini bianco e rosso con più o meno righe o addirittura con i colori del reggimento.
Le mie hanno tre nastri diversi che sono comunque abbastanza datati. Il più corretto e che, a pelle, mi piace di più è quello in mezzo, ma anche quello di sinistra visto dal vivo sembra coerente per l'epoca. Tutti non hanno odori di nuovo e a naso potrebbero anche essere ammissibili.

Li ho fotografati con la luce ultravioletta, il bianco non risalta quindi la stoffa non è trattata con metodi moderni, notare la differenza del filo usato per cucire il nastrino di quella in argento molto più recente.

Medaglia per la Battaglia del Fronte Alpino Occidentale argento affer lorioli luce ultravioletta lampada di wood

Per quanto riguarda i valori è difficile dare quotazioni essendo medaglie non molto ricercate e poco conosciute, normalmente la più comune si trova intorno ai 40 € l'altra qualche decina di euro in più. Quella in argento l'ho vista raramente e quindi non saprei dire un prezzo esatto.

Naturalmente è ben accetta ogni informazione aggiuntiva che possa integrare quest'articolo nell'ottica di divulgare gratuitamente ogni sapere. Sto notando che ultimamente i forum italiani han perso molto del loro spirito iniziale e molti tendono a far tesoro dei propri saperi facendo oltremodo i gelosi. Su facebook si trova qualche gruppo serio dove i più anziani, parlando in senso collezionistico, aiutano i meno esperti, ma queste discussioni sono destinate a finire nell'oblio del web perché non sono indicizzate da google e quindi non più rintracciabili dopo poco tempo. Io ho fondato questo blog con l'obiettivo di divulgare gratuitamente quel poco che so o scopro, a qualcuno darà fastidio, ma credo di essere nel giusto.