domenica 13 agosto 2017

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

"In occasione del centenario della fondazione dei corpi d'assalto, si è voluto commemorare l'anniversario riproponendo la medaglia a croce che più ha rappresentato e rappresenta il Corpo degli Arditi.
La croce commemorativa, coniata negli anni 20 in bronzo argentato, ha i bracci al recto smaltati in nero, con al centro il teschio laureato con pugnale in bocca, mentre ai quattro angoli un gladio romano con l'impugnatura a testa di aquila, sulla cui crociera è inciso il motto sabaudo FERT inghirlandato da un ramo d'alloro e da un ramo di quercia legati all'impugnatura dal nodo Savoia.
Ci sono rappresentati tutti i simboli più importanti del Corpo degli Arditi: il colore nero delle mostreggiature (anche se i Reparti d'Assalto alpini mantennero le fiamme verdi ed i bersaglieri quelle cremisi) il teschio segno dello sprezzo del pericolo, il pugnale arma individuale dell'ardito nel corpo a corpo.
Sul nastro di colore nero, veniva applicata una stelletta argentea a cinque punte, inoltre r reduci vi applicavano anche teschi, distintivi, gladi o fascette con date e nomi di luoghi.
Partendo quindi con una croce ricca di significato e sacrificio è stata realizzata la croce commemorativa del centenario.
La scelta è stata quella di mantenere un legame profondo col passato, ripresentando il recto come in origine e personalizzando il verso con un richiamo alla storia che evoca un forte appello alla memoria.

FNAI
Centenario Fondazione
dei Gloriosi Corpi d'Assalto
Arditi d'Italia
A Noi!
MCMXVII - MMXVII

Le versioni coniate in occasione del centenario sono due: bronzo argentato e argento 925/1000.
Quest'ultima realizzata solamente in 99 esemplari a ricordo delle giovanissime reclute classe 1899 che appena diciottenni, rinsaldarono le file del Piave, del Grappa e del Montello fino alla battaglia finale del Piave preludio della vittoria del 4 novembre 1918."

Questo recita il foglietto posto all'interno delle medaglie realizzate per idea di Federico Zotti con la collaborazione della Federazione Nazionale Arditi d'Italia (F.N.A.I.) in occasione del centenario della fondazione dei Reparti d'Assalto comunemente detti Arditi avvenuta il 29 luglio 2017.

Il corpo degli Arditi nacque infatti cento anni fa durante la prima guerra mondiale e da subito si distinse per operazione "estreme".

Come si legge nel biglietto sono state coniate due tipologie di medaglie una in argento in appena 99 copie ed una in bronzo argentato in 250 esemplari. 
La ditta che ha eseguito il lavoro è la Picchiani & Barlacchi di Firenze.
Per quella in argento è stata effettuata una smaltatura a fuoco come sulle vecchie croci e si possono notare impurità all'interno del nero.
Il marchio dell'argento, richiesto dalla legge, si trova sulla costa del braccio inferiore della croce.
La croce misura 38,7 mm per 42,7 mm.
Il peso compreso il nastrino (circa 2 grammi) delle due croci è rispettivamente 22,7 grammi per quella in bronzo argentato e 28,9 grammi per quella in argento 925.
Sono stati coniati anche due distintivi da giacca con gli stessi materiali.

Ora vi metto qualche foto delle mie medaglie ma prima come sempre vi chiedo di farmi qualche click sulle pubblicità a lato o sotto. A voi non costa nulla e a me viene in tasca un piccolo aiuto per finanziare dominio e spese varie.


Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

In tutte le foto a sinistra la medaglia in argento e a destra quella in bronzo smaltato.

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Notate la differenza tra gli smalti di quella in argento (sopra) e quella in bronzo argentato (sotto).

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia







lunedì 7 agosto 2017

Alla ricerca delle antiche impronte di dinosauro alla Gardetta

Lunedì 31 Luglio ho finalmente avuto tempo di andare a cercare le famose impronte di dinosauro presenti sull'altopiano della Gardetta.
L'altopiano della Gardetta è situato tra la Valle Stura di Demonte e la Val Maira, più precisamente nel comune di Canosio.
Nel 2008 un geologo della zona, Enrico Collo, ha trovato il fondo di un antico bacino fossilizzato e, facendo maggiore attenzione, è riuscito a identificare delle orme che sono state attribuite a un dinosauro vissuto da queste parti circa 245 milioni di anni fa.
Si tratta del TICINOSUCHUS FEROX un rettile antenato dei più famosi dinosauri simile a un grosso lucertolone. 
I suoi resti sono stati trovati in Svizzera e Italia. 
Per chi volesse approfondire trovate una veloce descrizione al link sotto 

https://it.wikipedia.org/wiki/Ticinosuchus_ferox

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

Purtroppo il fondo dell'antico mare è abbandonato alle intemperie e tra qualche anno a causa delle infiltrazioni d'acqua e alle variazioni di temperatura non rimarrà più nulla.
Anche riconoscere le impronte è praticamente impossibile senza avere una guida che vi faccia notare dove sono, o meglio dove erano...
Ecco il lastrone del vecchio fondale marino.

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

Si notano molto bene le increspature della sabbia sul fondo e potete vedere come sia un continuo sgretolarsi.

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

Poco distante è presente un'altro grosso masso che ha le stesse caratteristiche della parete con le impronte. Chissà che successive frane non facciano apparire qualche sorpresa.

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

Sul fondo si vede che ci sono più strati di antichi mari, praticamente l'altipiano della Gardetta è un wafer di storia, si passa dal triassico ai resti della seconda guerra mondiale.

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

Notate come in questa foto solo pochi anni fa il fondo marino era molto più ricco rispetto ad oggi.


In conclusione se non si farà qualcosa per proteggerle credo che nel giro di poco tempo non si vedrà più nulla, ma forse è giusto così, sfogliandosi usciranno altri strati e nuove scoperte. Una gita sull'altopiano è comunque d'obbligo se passate da queste parti, il panorama è stupendo, ci sono molti animali selvatici e ai rifugi potete soddisfare ogni vostro bisogno culinario.
L'altopiano con Rocca la Meja sulla sinistra, la dolomite delle alpi Cozie.





sabato 24 giugno 2017

Toccata e fuga a Cracovia - Campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Prima della fine dell'anno scolastico 2016-17 il C.f.p. Cebano Monregalese ha organizzato, per i ragazzi del secondo e terzo anno ad indirizzo meccanico, il Viaggio della Memoria. Siamo stati a Cracovia dall'8 al 10 maggio e abbiamo visitato i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau
Condivido con voi qualche scatto, non scriverò molto perché di fronte all'orrore che si è compiuto in quei posti l'unica cosa da fare è stare in silenzio e trasmettere ai giovani queste cose in modo che non si ripetano mai più.
Iniziamo da Cracovia, che abbiamo trovato come una città splendida, pulita in cui si può girare tranquillamente anche da soli di sera.
Avevamo il preconcetto di andare in uno stato, la Polonia, considerato povero, ma ci siamo subito dovuti ricredere, mezzi pubblici efficienti e tutto super pulito, non si sono visti mendicanti ne altre cose che si vedono normalmente nelle nostre città.
Ma veniamo a qualche immagine.
Come sempre tutte le foto le potete trovare ad alta risoluzione sui miei profili Flickr e 500px.

Cracovia


piazza cracovia cattedrale notte

piazza cracovia cattedrale notte

piazza cracovia cattedrale notte castello

piazza cracovia cattedrale notte


Campo di concentramento di Auschwitz
La troppo famosa scritta che accoglieva chi veniva internato. Il lavoro rende liberi, Arbeit Macht Frei, la scritta presente oggi all'ingresso è una riproduzione. L'originale venne rubata e poco dopo ritrovata per poi essere definitivamente sistemata in un museo.


Il lavoro rende liberi, Arbeit Macht Frei

campi di concentramento di Auschwitz

campi di concentramento di Auschwitz


In quest'urna sono contenute una parte delle ceneri che si trovavano al momento della liberazione nei forni crematori.

campi di concentramento di Auschwitz resti umani cenere umana ossa dead bone

Il campo all'inizio della sua storia era una caserma, venne poi trasformato in un carcere per prigionieri politici e militari polacchi, si sperimentò su di loro l'utilizzo del gas e solo dopo divenne uno dei primi campi di sterminio per la soluzione finale.
Pensare a quanta gente è passata su questi scalini fa impressione. Oggi si consumano ancora grazie a migliaia di persone che ogni giorno vengono in visita per non dimenticare.

scala consumata stairs campi di concentramento di Auschwitz resti umani cenere umana ossa dead bone

Ed eccolo qui, il famoso gas usato per uccidere le persone che venivano destinate alle camere a gas. Era contenuto in queste scatole sotto forma di graniglia di legno imbevuta di acido cianidrico. Appena si arrivava ai 26 gradi il gas evaporava e iniziava il suo lavoro.

camere a gas ebrei soluzione finale zyklon b acido cianidrico

Questa è l'ultima cosa che migliaia di persone hanno visto prima di morire. Da questo foro quadrato veniva calato il contenitore col gas mentre gli sfortunati erano convinti di aspettare la doccia. D'altronde erano appena stati denudati, il pavimento era bagnato perchè era stato appena lavato dai residui dei cadaveri del turno precedente e sul soffitto c'erano finte docce.

camere a gas ebrei soluzione finale zyklon b acido cianidrico

La prima camera a gas col vicino forno crematorio, lavorò relativamente poco perchè era troppo piccola e si riuscivano a smaltire solamente 300 400 persone (pezzi) al giorno.

camere a gas ebrei soluzione finale zyklon b acido cianidrico


camere a gas ebrei soluzione finale zyklon b acido cianidrico forno crematorio

Al campo sono conservate anche quantità incredibili di oggetti di uso comune che gli Ebrei si portavano dietro pensando di andare in un nuovo ghetto. Questa foto è particolare perché qualcuno scrisse sulla valigia la parola Waisenkind cioè bambino orfano come a raccomandare chi avrebbe dovuto accoglierlo. Non sappiamo che fine fece il proprietario di questa valigia, purtroppo però chi non era abile al lavoro veniva immediatamente spedito alle camere.

campo di concentramento auschwitz waisenkind orfano

campo di concentramento auschwitz latte pentole lamiere

campo di concentramento auschwitz scarpe ebrei prigionieri

I primi prigionieri "accolti" ad Auschwitz vennero trattati come criminali comuni e quindi schedati con regolare fotografia e profilo personale. Dopo qualche tempo però, ci si rese conto che conveniva trattare gli Ebrei come materiale di consumo in tutto e per tutto, da quel momento vennero tatuati e soprannominati Stücke, pezzi. 

primi internati campo di concentramento auschwitz scarpe ebrei prigionieri

All'interno di uno dei tanti blocchi presenti nel campo era presente un tribunale che aveva il compito di punire ogni atto di ribellione, tentativo di fuga o qualsiasi altro comportamento ritenuto non adatto. I prigionieri dopo essere stati denudati e con un veloce processo sommario, venivano impiccati nel corridoio in modo che chi aspettava il proprio turno potesse vedere cosa gli sarebbe successo.

primi internati campo di concentramento auschwitz scarpe ebrei prigionieri

Questo è l'ingresso del secondo campo di Cracovia, Birkenau, molto più grande di Auschwitz arrivò a contenere contemporaneamente più di centomila prigionieri. Aveva 4 camere a gas con forni crematori e, nei momenti di massima attività, si stima riuscì ad eliminare fino a ottomila persone al giorno. 


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Appena entrati i convogli venivano svuotati, i bagagli abbandonati sulla banchina sarebbero stati raccolti in seguito, gli uomini venivano divisi da donne e bambini. Le donne con bambini troppo piccoli venivano ritenute inutili al lavoro e quindi spedite immediatamente alle camere a gas assieme agli anziani.
Tutto veniva recuperato, i denti d'oro, i capelli e tutto quello che poteva essere riutilizzato. 


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

A Birkenau molte baracche erano in legno, quando i Russi entrarono nel campo radunarono tutti i superstiti nella parte in muratura e diedero alle fiamme quasi tutto il rimanente. Cronache dicono che non sapessero come altro fare per fermare le epidemie dovute ai cadaveri sparsi ovunque, pidocchi, zecche e topi.
Si salvarono i camini che avrebbero dovuto scaldare baracche da circa 700 persone con due stufette larghe circa mezzo metro. Inoltre nessuno aveva la legna per accenderle.


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Uno dei baracconi che si è salvato all'interno potevano essere stipati fino a 750 prigionieri, non avevano pavimento e il tetto era di lamiera appoggiato ai muri. La temperatura poteva raggiungere anche i 40 gradi sotto zero e gli ebrei erano vestiti col solo pigiama a righe.

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Qualche scatto panoramico unendo più immagini in photoshop. Questi siete obbligati a guardarli in alta definizione se volete apprezzarli.
La piazza di Cracovia.

cracovia panorama

L'ingresso di Auschwitz, se non ci fosse la recinzione sembrerebbe un posto quasi carino e i colori sono anche belli, pare quasi impossibile sia successo quello che la storia ci ha insegnato.

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Il piazzale di Birkenau dove i treni scaricavano gli Ebrei. Si capiscono le dimensioni enormi di questo campo.

campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau

Cosa rimane delle camere a gas e dei forni crematori, appena i Tedeschi si resero conto che la sorte gli stava voltando le spalle e poco dopo i Russi avrebbero avuto la meglio minarono le costruzioni per non lasciarne traccia, per fortuna non ci riuscirono completamente.


campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau camere a gas e forni crematori

Ho pubblicato solo una minima parte delle foto. Tutti dovrebbero andare una volta per vedere coi loro occhi cosa ha potuto concepire la mente umana. E' molto facile venire, la città è tranquilla e ben collegata con l'aeroporto. La vita costa relativamente meno che da noi, abbiamo mangiato in un buon ristorante al centro di Cracovia con 15 euro. Vi consiglio di cambiare un po' di euro in moneta locale perché quasi in nessun esercizio li accettano, è possibile pagare con carta di credito quasi ovunque anche per cifre piccolissime come un caffè. Altra raccomandazione portatevi dei vestiti pesanti e una giacca a vento perché il clima è molto variabile, noi siamo partiti al mattino col sole, arrivati a Birkenau era nuvoloso, nel giro di un'ora ha nevicato, piovuto e poi è tornato sereno.