sabato 16 settembre 2017

Prime impressioni e test Huawey P10 Plus

Dopo 4 anni di onorata carriera l'altro giorno il mio Sony Xperia Z1 ha iniziato a dare i primi segnali di cedimento diventando inutilizzabile. Lo schermo era un continuo accendersi e spegnersi con riavvii continui.
In tutto questo tempo è caduto innumerevoli volte, la peggiore è stata da un albero da più di 10 metri, l'ho dimenticato al bar dell'Ikea e la fortuna mi ha assistito facendomelo ritrovare sano e salvo. 
Insomma è stato un ottimo compagno di viaggio e non fosse stato perché era davvero diventato inutilizzabile lo avrei ancora con me.

Cambiando operatore ho preso il Huawey P10 Plus ad una cifra ragionevole, non spenderei mai più di 600 € per uno smartphone. 
La prima impressione è sicuramente buona, la batteria nei primi giorni è durata molto e la fotocamera da ottimi risultati. Quello che mi ha davvero lasciato sbalordito è la qualità dei video e dell'audio in uscita da questo piccolo oggetto che ti puoi portare sempre in tasca.
Se si riproducono file di qualità il suono ha una profondità davvero notevole.
Altra nota positiva il fatto che nella confezione è inclusa una custodia trasparente e una pellicola sul vetro.
Non mi convince il connettore USB Type C per la ricarica e la connessione via cavo, a prima vista mi pare piccolo e poco robusto.

Queste le sue caratteristiche dal sito della casa madre.

http://consumer.huawei.com/it/phones/p10/specs/



Schermo
FHD da 5,1 pollici
1920 x 1080
16 M colori, 432 PPI


CPU
HUAWEI Kirin 960 CPU, Octa-core 4* Cortex A73 2,4 GHz + 4*Cortex A53 1,8 GHz

Memoria
RAM 4GB ROM 64 GB + scheda SD fino a 256 GB

Connettività
Bluetooth 4.2
WiFi 802.11ac/a/b/g/n, 2,4 G / 5 G
USB 2.0
GPS


Fotocamere
Doppia Fotocamera principale
20 MP monocromatica +12 MP RGB, F2.2 con ottica LEICA
OIS (stabilizzazione ottica dell'immagine)
Doppio flash
Messa a fuoco: PDAF + CAF + Laser + Profondità
Zoom ibrido 2x
Registrazione video in formato 4K
Fotocamera anteriore
8MP AF, F1.9


Batteria
3750 mAh

Altro
Sensore di impronte digitali, Accelerometro, Giroscopio, Bussola, Sensore di luce ambientale, Sensore di prossimità, Sensore di Hall

Adesso condivido con voi su storieefoto qualche immagine fatta al volo durante la mia ultima gita in montagna. Sono tentato di fare un confronto tra il Huawey P10 plus e la Canon 6d perchè sono convinto che, per le foto di tutti i giorni, sia davvero giunto il momento in cui gli smartphone abbiano raggiunto la qualità delle reflex. 
I file hanno una dimensione di 5 MB circa per 20 Megapixel in formato 4:3.
Sono immagini jpg come uscite dallo smartphone senza nessuna lavorazione, dopo ogni foto ho riportato un crop al 100%.



prova test fotografia con huawey p10 plus 100%

prova test fotografia con huawey p10 plus 100%

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A prima impressione direi che la qualità è molto buona specialmente per le foto ravvicinate o ritratti mentre cala un po' nei panorami se si va a zoommare al 100%.
Una cosa che mi ha lasciato un pelo perplesso è che il secondo giorno di utilizzo la batteria non mi è arrivata a fine serata, per carità l'ho utilizzato abbastanza  ed ero in ambiente montano dove la connessione non era buona però non ho usato applicazioni ad alto consumo come gps o altro. Staremo a vedere.



giovedì 7 settembre 2017

Veloce recensione viaggio in Toscana - Montepulciano e dintorni

Durante l'estate appena trascorsa ho avuto il piacere di visitare i dintorni di Siena. Sono stato in Val D'Orcia a Montepulciano e i paesi adiacenti. Posti fantastici ricchi di storia e paesaggi magnifici, la gente cordiale e il cibo ovunque ottimo.
Pubblico su storieefoto un piccolo reportage di viaggio.

Come sempre tutte le foto le potete trovare ad alta risoluzione sui miei profili Flickr e 500px.

Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.

Iniziamo con una soggetto che mi affascina da sempre, i soffitti delle chiese e il loro interno. Sono particolarmente difficili da riprendere.
Il rischio è quello di ottenere delle immagini banalissime, stile depliant di viaggio e magari pure brutte. L'illuminazione non è mai ideale e l'inquadratura difficile.


toscana pisa soffitto chiesa cattedrala siena

toscana pisa soffitto chiesa cattedrala siena

Anche gli interni delle chiese nascondono chicche che a volte fan rimanere incantati ve ne condivido due.


toscana pisa soffitto chiesa cattedrala siena rosone

mosaico cristo toscana pisa soffitto chiesa cattedrale siena

Non mancano poi i panorami, anche qui ho fatto una selezione delle immagini che mi hanno emozionato di più, siamo nei dintorni di Montepulciano.


paesaggio toscana montepulciano pienza siena

paesaggio toscana montepulciano pienza siena

paesaggio toscana montepulciano pienza siena

Qui siamo durante il viaggio di andata, unione di tre immagini del campo dei miracoli a Pisa.


toscana pisa soffitto chiesa cattedrala siena

Durante il mio girovagare in un punto non segnalato il mio guardarmi in giro mi ha portato a fare un incontro molto interessante. Una quercia vecchia di circa 370 anni, si chiama quercia delle Checche e si trova nel comune di Pienza. E' maestoso e difronte ad un essere così vecchio non si può far altro che restare incantati. Purtroppo nel 2014 il ramo più grande cedette sotto il peso di alcuni vandali che vi si arrampicarono.


quercia delle checche pienza toscana val d'orcia siena ancient tree

quercia delle checche pienza toscana val d'orcia siena ancient tree

Siamo poi stati un giorno a Siena e anche qui ogni scorcio è interessante. Anche qui una selezione scattate sotto e sulla Torre del Mangia.


torre palazzo del mangia siena toscana

torre palazzo del mangia siena toscana

torre palazzo del mangia siena toscana

torre palazzo del mangia siena toscana







domenica 13 agosto 2017

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

"In occasione del centenario della fondazione dei corpi d'assalto, si è voluto commemorare l'anniversario riproponendo la medaglia a croce che più ha rappresentato e rappresenta il Corpo degli Arditi.
La croce commemorativa, coniata negli anni 20 in bronzo argentato, ha i bracci al recto smaltati in nero, con al centro il teschio laureato con pugnale in bocca, mentre ai quattro angoli un gladio romano con l'impugnatura a testa di aquila, sulla cui crociera è inciso il motto sabaudo FERT inghirlandato da un ramo d'alloro e da un ramo di quercia legati all'impugnatura dal nodo Savoia.
Ci sono rappresentati tutti i simboli più importanti del Corpo degli Arditi: il colore nero delle mostreggiature (anche se i Reparti d'Assalto alpini mantennero le fiamme verdi ed i bersaglieri quelle cremisi) il teschio segno dello sprezzo del pericolo, il pugnale arma individuale dell'ardito nel corpo a corpo.
Sul nastro di colore nero, veniva applicata una stelletta argentea a cinque punte, inoltre r reduci vi applicavano anche teschi, distintivi, gladi o fascette con date e nomi di luoghi.
Partendo quindi con una croce ricca di significato e sacrificio è stata realizzata la croce commemorativa del centenario.
La scelta è stata quella di mantenere un legame profondo col passato, ripresentando il recto come in origine e personalizzando il verso con un richiamo alla storia che evoca un forte appello alla memoria.

FNAI
Centenario Fondazione
dei Gloriosi Corpi d'Assalto
Arditi d'Italia
A Noi!
MCMXVII - MMXVII

Le versioni coniate in occasione del centenario sono due: bronzo argentato e argento 925/1000.
Quest'ultima realizzata solamente in 99 esemplari a ricordo delle giovanissime reclute classe 1899 che appena diciottenni, rinsaldarono le file del Piave, del Grappa e del Montello fino alla battaglia finale del Piave preludio della vittoria del 4 novembre 1918."

Questo recita il foglietto posto all'interno delle medaglie realizzate per idea di Federico Zotti con la collaborazione della Federazione Nazionale Arditi d'Italia (F.N.A.I.) in occasione del centenario della fondazione dei Reparti d'Assalto comunemente detti Arditi avvenuta il 29 luglio 2017.

Il corpo degli Arditi nacque infatti cento anni fa durante la prima guerra mondiale e da subito si distinse per operazione "estreme".

Come si legge nel biglietto sono state coniate due tipologie di medaglie una in argento in appena 99 copie ed una in bronzo argentato in 250 esemplari. 
La ditta che ha eseguito il lavoro è la Picchiani & Barlacchi di Firenze.
Per quella in argento è stata effettuata una smaltatura a fuoco come sulle vecchie croci e si possono notare impurità all'interno del nero.
Il marchio dell'argento, richiesto dalla legge, si trova sulla costa del braccio inferiore della croce.
La croce misura 38,7 mm per 42,7 mm.
Il peso compreso il nastrino (circa 2 grammi) delle due croci è rispettivamente 22,7 grammi per quella in bronzo argentato e 28,9 grammi per quella in argento 925.
Sono stati coniati anche due distintivi da giacca con gli stessi materiali.

Ora vi metto qualche foto delle mie medaglie ma prima come sempre vi chiedo di farmi qualche click sulle pubblicità a lato o sotto. A voi non costa nulla e a me viene in tasca un piccolo aiuto per finanziare dominio e spese varie.


Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

In tutte le foto a sinistra la medaglia in argento e a destra quella in bronzo smaltato.

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Notate la differenza tra gli smalti di quella in argento (sopra) e quella in bronzo argentato (sotto).

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Medaglia commemorativa per il centenario degli Arditi d'Italia

Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.





lunedì 7 agosto 2017

Alla ricerca delle antiche impronte di dinosauro alla Gardetta

Lunedì 31 Luglio ho finalmente avuto tempo di andare a cercare le famose impronte di dinosauro presenti sull'altopiano della Gardetta.
L'altopiano della Gardetta è situato tra la Valle Stura di Demonte e la Val Maira, più precisamente nel comune di Canosio.
Nel 2008 un geologo della zona, Enrico Collo, ha trovato il fondo di un antico bacino fossilizzato e, facendo maggiore attenzione, è riuscito a identificare delle orme che sono state attribuite a un dinosauro vissuto da queste parti circa 245 milioni di anni fa.
Si tratta del TICINOSUCHUS FEROX un rettile antenato dei più famosi dinosauri simile a un grosso lucertolone. 
I suoi resti sono stati trovati in Svizzera e Italia. 
Per chi volesse approfondire trovate una veloce descrizione al link sotto 

https://it.wikipedia.org/wiki/Ticinosuchus_ferox

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

Purtroppo il fondo dell'antico mare è abbandonato alle intemperie e tra qualche anno a causa delle infiltrazioni d'acqua e alle variazioni di temperatura non rimarrà più nulla.
Anche riconoscere le impronte è praticamente impossibile senza avere una guida che vi faccia notare dove sono, o meglio dove erano...

Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.

Ecco il lastrone del vecchio fondale marino.

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

Si notano molto bene le increspature della sabbia sul fondo e potete vedere come sia un continuo sgretolarsi.

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

Poco distante è presente un'altro grosso masso che ha le stesse caratteristiche della parete con le impronte. Chissà che successive frane non facciano apparire qualche sorpresa.

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

Sul fondo si vede che ci sono più strati di antichi mari, praticamente l'altipiano della Gardetta è un wafer di storia, si passa dal triassico ai resti della seconda guerra mondiale.

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

TICINOSUCHUS FEROX dinosauro gardetta fossili impronte

Notate come in questa foto solo pochi anni fa il fondo marino era molto più ricco rispetto ad oggi.


In conclusione se non si farà qualcosa per proteggerle credo che nel giro di poco tempo non si vedrà più nulla, ma forse è giusto così, sfogliandosi usciranno altri strati e nuove scoperte. Una gita sull'altopiano è comunque d'obbligo se passate da queste parti, il panorama è stupendo, ci sono molti animali selvatici e ai rifugi potete soddisfare ogni vostro bisogno culinario.
L'altopiano con Rocca la Meja sulla sinistra, la dolomite delle alpi Cozie.