mercoledì 14 febbraio 2018

Una sciata nel comprensorio del Monte Pigna a Lurisia

Ieri, approfittando di una giornata di ferie, sono andato a sciare sul Monte Pigna a Lurisia in provincia di Cuneo.
Nonostante ce l'abbia a 4 passi da casa ci ero stato solo una volta diversi anni fa. Devo dire che con la nuova cabinovia la situazione è nettamente migliorata. Si sta riparati durante la salita che ci porta da 800 metri slm a oltre 1600 per una durata di 25 minuti. 

Questo il sito ufficiale. 

https://www.lurisiagspigna.it/

E' un piccolo comprensorio sciistico, raccoglie 5 impianti che danno accesso a 16 piste adatte a tutte le difficoltà. Il pezzo forte è il pistone che ci fa scendere per più di mille metri di dislivello senza interruzioni.
E' presente un tapis-roulant per i più piccoli dove si possono muovere i primi passi.
Il biglietto è particolarmente economico e sovente sono previste offerte per sciare a prezzi davvero contenuti.
Inoltre un altro fattore importante rispetto alle più rinomate località sciistiche della zona è l'ubicazione, si parte da molto basso e si arriva in quota con la cabinovia, quindi nel prezzo del biglietto risparmiate anche il carburante che usereste per andare più in alto con la vostra auto.
Una cosa che mi è davvero piaciuta è l'ambiente famigliare che si respira e il contatto con la natura. Su queste piste sembra di sciare come una ventina di anni fa e l'impatto dell'uomo non è pesante come in altre zone. Ci sono ancora boschi di abeti incantati ricchi di uccellini, se poi qualcuno si azzarda in fuoripista un po' più spinti si può incontrare anche qualche scoiattolo che si è svegliato dal letargo per uno spuntino.

Vi metto due immagini che ho fatto al volo con Huawey P10.

Il Monte Pigna.


Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero lurisia sci piste

Panorama verso la Pianura Padana e il Monviso.

Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero lurisia sci piste

Piste splendidamente battute.

Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero

Metto anche due foto un po' lavorate...le trovate anche su flickr o 500px.

Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero


Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero

Panorama dal Monte Pigna verso la Gardiola e la Val Ellero

Questo invece è un panorama che si è generato con l'assistente di google foto, non è nulla di che ma mi ha evitato il lavoro quindi lo condivido, ditemi cosa ne pensate.


panorama monte pigna lurisia val ellero gardiola mondolè monviso neve


Come sempre un click sulle pubblicità a lato o sotto è ben gradito e mi rimborsa quelle poche spese che ho legate al sito.

sabato 20 gennaio 2018

19-20 Gennaio 1943 - 75° anniversario battaglia di Nowo-Postojalowka

Esattamente 75 anni fa in questa lunga giornata, la più bella gioventù, come canta una famosa canzone alpina, veniva annientata in Russia durante l'epopea della ritirata.

Sulla ritirata di Russia ci sono fior fiore di libri ma mi sembra giusto fare un un breve riassunto dei fatti.


"Il 19 e 20 gennaio 1943 presso Nowo-Postojalowka , nell'ambito dell'offensiva Ostrogorzk-Rossoš, ci fu il più rilevante scontro armato, per reparti impegnati e per il numero di caduti, fra le divisioni italiane alpine in ritirata e l'Armata Rossa, dietro le linee del Don.

La battaglia iniziò verso mezzogiorno del 19 gennaio, quando la colonna dell'8º Reggimento alpini della Divisione Julia si trovò la marcia sbarrata da ingenti truppe russe, asserragliate a Nowo Postojalowka, località formata da un piccolo gruppo di isbe situato sulla pista che le divisioni alpine in ritirata dovevano percorrere, su una dorsale che separa la valle del fiume Rossosch da quella dell'Oljkowatka, entrambi affluenti del Kalitwa prima della confluenza nel Don.

Partirono all'attacco prima il Battaglione Gemona, appoggiato dall'artiglieria del Gruppo Conegliano, poi i Battaglioni Tolmezzo e Cividale, ma gli attacchi degli alpini della Julia furono sempre respinti dalle truppe russe, che poi contrattaccarono con i carri armati.

Nella notte i battaglioni della Julia furono raggiunti dalla colonna del 1º Reggimento alpini della Divisione Cuneense e i comandanti concordarono di procedere, prima dell'alba, ad un nuovo attacco, che fu guidato dagli alpini del Battaglione Ceva, anche loro furono respinti dalle artiglierie e dal contrattacco di alcuni carri armati russi.

Più tardi arrivarono gli altri battaglioni della Cuneense e i comandanti delle due divisioni, Emilio Battisti per la Cuneense e Umberto Ricagno della Julia, concordarono di procedere all'attacco della postazione russa con tutti reparti disponibili.

Gli attacchi delle truppe alpine continuarono per tutta la giornata, ma furono sempre respinti dai cannoni e dalle mitragliatrici russe posizionate fra le case di Nowo Postojalowka e dalle incursioni dei carri armati sovietici, i micidiali T34.

Durante i combattimenti caddero eroicamente il comandante del Battaglione Mondovì, maggiore Mario Trovato, e quello del Ceva, tenente colonnello Giuseppe Avenanti, oltre a decine di ufficiali e migliaia di alpini.

Il generale Emilio Battisti, nella relazione "La Divisione Alpina Cuneense al fronte russo", scrisse: "Il giorno 20 gennaio, per rompere lo sbarramento nemico ... furono impiegati ... quattro battaglioni alpini che andarono quasi completamente distrutti."

Il generale Emilio Faldella, nella sua "Storia delle truppe alpine", così definisce la battaglia di Nowo Postojalowka: " ... quella sanguinosa, disperata battaglia che durò, pressoché ininterrotta, per più di trenta ore ed in cui rifulse il sovrumano e sfortunato valore dei battaglioni e dei gruppi della Julia e della Cunennse, che ne uscirono poco meno che distrutti". ... la più dura, lunga e cruenta fra le molte sostenute dagli alpini, sia in linea sia nel corso del ripiegamento."

Arrivarono a Valuiki il 28 gennaio dove vennero catturati i sopravvissuti.
Quel doloroso calvario fu riconosciuto con una medaglia d’oro al Primo Alpini. Questa la motivazione: 


«Con i suoi fieri Battaglioni “Ceva”, “Pieve di Teco” e “Mondovì”, il 1° Reggimento Alpini, stremato dal doloroso calvario di freddo e di fatiche e dai sanguinosi incessanti combattimenti, in un’atmosfera di sublime eroismo e dedizione al dovere, concluse la propria leggendaria vicenda tra il Don e l’Oskol con una disperata resistenza facendo scudo, fino all’estremo sacrificio, alla sacra ed immacolata bandiera che – simbolo della Patria lontana – distrusse per sottrarla al nemico. Fronte russo, 20 settembre 1942 - 28 gennaio 1943»."

A Nowo Postojalowka in un giorno caddero circa 13000 Alpini.

La più grande disfatta mai subita da nessuna divisione o insieme di battaglioni nella Storia dell'Italia, per trovare un esempio simile, dobbiamo ritornare ai tempi della battaglia della Foresta di Teutoburgo, svolta nell'anno 9 d.C. tra i Romani e le tribù germaniche della bassa Sassonia. Dove i Romani furono completamente distrutti perdendo in un giorno tre legioni e alcuni reparti di cavalleria per un totale di 15000 uomini.


Se volete approfondire il discorso qualche anno fa a Mondovì gli alpini fecero un interessante mostra che ebbi l'onore di fotografare, trovate un reportage qui.

http://storieefoto.blogspot.it/2013/01/mostra-70-anniversario-battaglia-di.html

In collezione, come sapete ho qualche croce di ghiaccio e qualche distintivo del corpo di spedizione in Russia (CSIR), data l'importanza della giornata volevo condividere su storie e foto gli ultimi pezzi d'epoca arrivati.

Partiamo con la versione mignon della croce di ghiaccio, veniva portata principalmente sui vestiti civili dai reduci, se già della versione classica se ne trovano poche in buone condizioni della mignon diventa ancora più difficile. Come valore siamo circa sugli stessi prezzi della croce di ghiaccio normale.
Per quanto riguarda l'originalità del pezzo valgono le stesse regole della croce di ghiaccio classica. Deve essere in zama, a volte bronzata, sul retro devono apparire le scritte sul bracci e in basso ci deve essere il marchio del produttore su due righe, deve essere verniciata e non smaltata.

Se volete approfondire trovate le discussioni sulla croce di ghiaccio ai link sotto.



croce di ghiaccio mignon lorioli milano alpini csir armir

croce di ghiaccio mignon lorioli milano alpini csir armir

croce di ghiaccio mignon lorioli milano alpini csir armir



croce di ghiaccio mignon lorioli milano alpini csir armir

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Altri pezzi interessanti, ormai difficili da reperire, sono i distintivi dei reparti alpini del periodo bellico.
Qui vedete quello della Divisione Alpina Cuneense, quello del Primo Reggimento Alpini e quello del Primo Battaglione Genio.
Per l'originalità di questi io mi affido normalmente al libro di Bruno Erzeg "I distintivi delle truppe alpine 1915-1945".


distintivo cuneense alpini csir armir ww2 italian badge

distintivo cuneense alpini csir armir ww2 italian badge FM lorioli Fratelli milano roma


1 primo reggimento alpini nec descendere nec morari distintivo ww2 italian badge

1 primo reggimento alpini nec descendere nec morari distintivo ww2 italian badge fm fratelli lorioli milano roma

1 battaglione genio alpino btg italian badge ww2 csir armir

1 battaglione genio alpino btg italian badge ww2 csir armir  milano johnson

Infine un bel quadretto d'insieme.


csri armir battaglione alpini cuneense genio croce di ghiaccio primo reggimento mondovi ceva fronte russo






lunedì 8 gennaio 2018

Tre foto a Mondovì nelle vacanze di Natale

Anche quest'anno, durante il mio periodo di riposo a cavallo del Natale, ho voluto dedicare qualche ora alla fotografia.
Mentre fino a qualche tempo fa avevo la reflex sempre dietro da un po' ho smesso per cercare di dedicarmi a uscite fotografiche "serie". O meglio che sento serie o che semplicemente mi fanno stare bene. Quasi sempre in solitaria con poche idee a monte.
Si parte e si fa qualche scatto.

Purtroppo quest'anno il raduno di mongolfiere che si svolge ogni anno a Mondovì non si è tenuto causa maltempo e quindi non ho potuto raccontarvi nulla a riguardo.
Vi lascio il link a cosa avevo scritto l'anno scorso su storie e foto.

http://storieefoto.blogspot.it/2017/01/raduno-aerostatico-dellepifania-2017.html

Venendo alle foto le ho fatte con la canon 6d e il sigma 12-24 ad eccezione di quella in bianco e nero dove il vecchio "pompone" della canon (100-400) mi è tornato utile.
La prima è stata scattata all'alba tra Mondovì e Villanova, riprende la collina di San Lorenzo verso Monastero di Vasco.
I colori erano davvero qualcosa di eccezionale e nonostante cosa si potrebbe pensare è quella meno lavorata delle tre immagini.
Come sempre tutte le foto le potete trovare ad alta risoluzione sui miei profili Flickr e 500px.


alba, mondovì, sunset, sunrise, tramonto, cuneo, piemonte, monastero vasco

Quest'immagine è stata fatta poco sopra l'abitato di Briaglia lungo la strada che conduce a Niella Tanaro, stavo aspettando il tramonto e ho pensato di immortalare quello che da queste parti è soprannominato "Il re di pietra" (Monviso). Mi piaceva l'accostamento con la pianura Padana e il piccolo ricovero attrezzi. Purtroppo il cielo non era nulla di che e la nebbiolina non ha aiutato.


il re di pietra monviso da briaglia vicoforte mondovì cuneo

Infine arriviamo al tramonto sulle colline intorno a Mondovì, la città sul cocuzzolo che vedete in direzione delle impronte di lepre.
Purtroppo il cielo si era pulito e il tramonto non ha regalato i colori che mi aspettavo. 

tramonto su mondovì con impronte di lepre

Non sono nulla di eccezionale e non vogliono essere un'esempio, semplicemente mi hanno fatto stare bene e quindi le condivido con chi mi segue.
Infine se qualcuno di voi facesse qualche click sulle pubblicità a lato o sotto mi darebbe un aiuto a finanziare i piccoli progetti che condivido.
Ancora grazie a tutti.





mercoledì 20 dicembre 2017

Il piccolo re soldato Vittorio Emanuele III e la Regina Elena tornano in Piemonte

Ho aspettato qualche giorno a scrivere questo articolo perché volevo prendermi il tempo per ragionarci su e non cadere nel banale.

Nella notte di venerdì 15 dicembre 2017, in gran segreto, è stata spostata la salma della regina Elena di Montenegro, moglie di Vittorio Emanuele III, nel santuario di Vicoforte Mondovì.
La domenica, visto che ero di passaggio, ho pensato di fare un salto a vedere la novità.
Arrivo di fronte al santuario e vedo un gran brulicare di gente con addirittura un furgone della Rai e molti giornalisti. 
Chiedo a un signore e mi dice che sta per arrivare la salma re Vittorio Emanuele III, partita con un volo di stato da Alessandria d'Egitto la sera precedente, dove era sepolto dal 1947.
Verso le 13:30 la salma arriva, appena la cassa è estratta dal carro funebre la bandiera Italiana con effige dei Savoia viene posta sopra di essa. L'accoglie don Meo, rettore del santuario, che fa un veloce discorso, poi la bara viene trasportata all'interno della basilica per una sbrigativa funzione funebre chiusa al pubblico ed infine deposta nella cappella di famiglia, dove è già presente la salma della moglie e del loro antenato Carlo Emanuele I.
Dopo circa un'ora la basilica viene riaperta al pubblico quindi colgo l'occasione per fare una visita e scattare qualche foto. Purtroppo la cappella è chiusa e non ci si può avvicinare ai sarcofagi.

Ecco qualche foto dell'evento.










Questa è la tomba di Carlo Emanuele I che iniziò la costruzione del Santuario di Vicoforte.


Ho aspettato a scrivere perché è comunque un personaggio scomodo, nonostante sia morto da più di 70 anni. Dopo qualche ora dai fatti la tv, i giornali locali e addirittura la famiglia Savoia hanno iniziato a fare comunicati di vario genere.
I Savoia dell'asse ereditario si sono ostinati a dire che la sistemazione giusta sarebbe stato il Pantheon a Roma, tomba dei re d'Italia, altri la basilica di Superga, altri dicono che sarebbero dovuti stare dove erano altri ancora han tirano in ballo gli avvenimenti storici di 70 anni fa. L'anpi è fortemente contraria al rimpatrio, al governo ci sono state interrogazioni sul motivo di usare un aereo di stato. Insomma si è creato un gran baccano mediatico...

Proprio per questo ho deciso di aspettare. Il tempo mi ha portato consiglio ed il mio pensiero si è moderato rispetto quello che avrei probabilmente scritto la sera stessa.
Ecco quello che penso, un qualsiasi morto deve avere pari rispetto e per questo motivo qualsiasi essere umano ha il diritto di riposare nella sua terra d'origine.
Partendo da questo principio ho accettato che i vecchi reali, nonostante ne abbiano combinate di tutti i colori più di 70 anni fa, siano tornati nelle loro terre, anche se mi turba un po' la sepoltura in una chiesa che dovrebbe essere riservata a casi eccezionali di ottima condotta in vita...

Tanto per riassumere sono da attribuire a Vittorio Emanuele Terzo la partecipazione a due guerre mondiali, le varie campagne in Africa, Grecia e Albania, dove i nostri militari non si comportarono proprio da regolamento, le leggi razziali con le conseguenti deportazioni, l'ascesa del fascismo per non parlare della fuga dopo l'8 settembre e l'abbandono del suo paese ai vari occupanti. 
La regina Elena invece pare fosse quella che in casa portava i pantaloni e il giudizio storico su di lei è sicuramente migliore, infatti si dedicò a molte opere di beneficenza, la più importante fu la creazione del corpo volontario delle crocerossine.
Probabilmente ora, da morti, porteranno qualche beneficio in questa terra di provincia e, seppur in minima parte, ricompenseranno le famiglie dei giovani che ancora oggi riposano in qualche fossa comune a migliaia di km di distanza dalle loro case per colpa loro.






lunedì 11 dicembre 2017

Veloce recensione videocamera Xiaomi Yi Dome Camera 1080

Una sera mi compare una pubblicità di Amazon in cui, per un'offerta lampo di un'ora, è disponibile a 39 € anziché 83 € la Xiaomi Yi Dome Camera 1080, ci penso un attimo e decido di prenderla. Avevo preso la handycam Yi qualche anno fa e, come vi avevo raccontato qui, mi ero trovato abbastanza bene.


E' da qualche tempo che valuto di mettere qualche videocamera sparsa per la casa e mi è sembrata una buona offerta.

Quando l'ho ricevuta mi è subito sembrata di buona qualità, non sembra la solita cineseria. Le plastiche sono robuste al tatto ed è solida.

In ogni caso considerando che normalmente una videocamera IP wireless motorizzata la si trova su prezzi superiori ai 100 € credo di poter accettare anche qualche difetto.
Eccola in tutto il suo splendore.

recensione videocamera Xiaomi Yi Dome Camera 1080 test

recensione videocamera Xiaomi Yi Dome Camera 1080 test


La configurazione è stata semplice, c'è da dire però che il mini manuale inserito nella confezione non aiuta essendo tradotto davvero male. Con un minimo di inglese è facile cavarsela, anche perché per ogni fase d'impostazione la camera parla e comunica cosa sta facendo.

Al primo avvio dopo il collegamento al wifi si è aggiornato il firmware, vi accorgerete che tutto è ok quando il led frontale è blu.

E' stato sufficiente scaricare l'app YI Home eseguire la ricerca automatica, scansionare un codice QR col visore della telecamera e da quel momento è diventata raggiungibile dal mio smartphone.

Anche la app è tradotta davvero male, ma è molto intuitiva quindi non è difficile cavarsela.

Di seguito due screenshot delle varie impostazioni.

recensione videocamera Xiaomi Yi Dome Camera 1080 test

recensione videocamera Xiaomi Yi Dome Camera 1080 test

Alla videocamera potete aggiungere una micro sd per salvare i filmati o le foto.
E' possibile registrare da remoto video e foto, inoltre potete  attivare un altoparlante per inviare alla camera messaggi audio dal cellulare, logicamente potete anche ascoltare il suono che arriva dall'ambiente in cui è posizionata.
E' possibile attivare la registrazione ogni volta che viene rilevato un movimento o il pianto di un bambino, non sono però riuscito a modificare la durata del video registrato.
Qui vedete il pannello da cui è possibile orientare la telecamera vedendo e ascoltando in diretta cosa vede lei.

recensione videocamera Xiaomi Yi Dome Camera 1080 test

Questa è un immagine a 1920 x 1080 scattata in diretta. L'illuminazione è quella fornita da una singola lampada a led quindi direi che a parte il colore delle fiamme un po' tendente al blu per il resto è accettabile.

recensione videocamera Xiaomi Yi Dome Camera 1080 test

Vi allego anche un video senza montaggi di nessun genere, l'audio è quello della TV in onda in questo momento quindi dovete accontentarvi.







lunedì 27 novembre 2017

RISOLUZIONE Problema con messa a fuoco fotocamera Huawei p10 plus

RISOLTO, SE VI TROVATE COME NELLE IMMAGINI SOTTOSTANTI ANDATE IN FONDO.

Da ieri sera il mio Huawei P10 Plus fa foto sfocate come quella sottostante.

Problema messa a fuoco fotocamera Huawey p10 plus sfocato

Potete vedere come la parte bassa dell'immagine è quasi a fuoco mentre quella alta è completamente fuori fuoco.
Il problema si attenua facendo foto ravvicinate stile macro o con la fotocamera frontale.
Pensavo ad un problema hardware causato da qualche leggero urto. Tengo a precisare che ad oggi mi sarà caduto forse una o due volte da un'altezza non maggiore di mezzo metro e che il cellulare è praticamente nuovo avendolo acquistato a settembre come vi avevo raccontato qui.


Fino ad oggi non ha mai avuto nessun problema, da ieri sera sono in queste condizioni. Ho provato anche a fare un ripristino di sistema alle condizioni di fabbrica, ma non ho avuto risultati.

Oggi grazie ad una conoscente scopro che anche lei ha lo stesso problema e mi fa notare come, impostando il bianco e nero direttamente in camera, il problema sparisce. Giudicate voi nelle due immagini scattate dalla stessa posizione con lo stesso soggetto.


Problema messa a fuoco fotocamera Huawey p10 plus sfocato

Problema messa a fuoco fotocamera Huawey p10 plus sfocato

Questo fenomeno credo sia dovuto al fatto che le foto in bianco e nero vengono ottenute tramite la fotocamera di destra e quelle a colore la sinistra.

Oggi ho contattato la casa madre Huawei segnalando il problema dello sfocato sul P10 plus questa è stata la risposta.
Non si capisce se sono al corrente del problema dicendomi di attendere un aggiornamento o se non hanno capito la mia richiesta.
Fatto sta che il problema sembra diffuso, vi terrò aggiornati.

Gentile cliente, grazie per aver contattato Huawei. Ci dispiace per il disagio da lei riscontrato, le consigliamo di attendere un futuro aggiornamento dove potra' risolvere la disfunzione che lei ha riscontrato. Oppure, puo' inviare il dispositivo in un nostro centro assistenza autorizzato per potero far periziare. Può contattare il centro autorizzato più vicino a lei cercandolo al seguente link: http://consumer.huawei.com/it/support/service-center/index.htm , o c'è la possibilità di richiedere il servizio via corriere sul nostro sito ufficiale . http://consumer.huawei.com/it/support/express-repair/index.htm . Nella speranza che possa risolvere al piu' presto la situazione, rimaniamo a sua completa disposizione per ulteriori dubbi o domande. La informiamo inoltre che nei prossimi giorni ricevera' un sondaggio per valutare la qualita' del supporto ricevuto tramite questa e-mail. Grazie per averci contattato su mobile.it@huawei.com Cordiali saluti, Assistenza tecnica Huawei -------------------------------------------------------------------------------------------------- Come possiamo aiutarti! http://consumer.huawei.com/it/support/index.htmhttps://www.facebook.com/HuaweiMobileIT/ https://twitter.com/HuaweiMobileIT/

Se qualcuno avesse qualche notizia non esiti a scriverlo nei commenti qui sotto.

AGGIORNAMENTO 28/11/2017 RISOLTO RISOLTO


Stasera mi ero deciso a portare il telefono in assistenza ma, prima ho fatto un'ultima ricerca su siti in lingua inglese e, come quasi sempre accade, ho trovato uno che ha risolto il mio stesso problema.
Il modo non è molto canonico, ma a quanto pare funziona.
Praticamente per risolvere il problema dello sfocato sul Huawei P10 bisogna sbatterlo.
Sul sito viene suggerito di far cadere da un'altezza di 10 cm circa il cellulare con lo schermo rivolto verso il basso su un piano rigido.
Io non fidandomi e non volendo rischiare altri danni l'ho sbattuto sul palmo della mano. Dopo 4 colpi abbastanza decisi la fotocamera si è rimessa a funzionare correttamente.
Ho suggerito il trattamento all'amica che aveva lo stesso problema ed anche a lei la fotocamera è tornata a funzionare correttamente.

Ho segnalato all'assistenza questo strano fenomeno, che a mio modesto parere è legato all'hardware della messa a fuoco, ma ho ricevuto come risposta che l'anomalia verrà risolta con un futuro aggiornamento.
Quindi la casa madre è convinta sia comunque un problema dovuto al software. Probabilmente riescono a fare firmware di così basso livello che muovono anche gli ingranaggi.

Come sempre vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.


Aggiornamento 13/02/2018

Non ho portato il telefono in assistenza perché mi han detto che siccome la casa madre non riconosce il guasto non possono farci nulla.
In questi mesi ho anche notato alcuni problemi relativi al software come la scarsa precisione del touch durante la scrittura e il fatto che certe applicazioni si bloccano dopo un riavvio. 
Mi capita sovente che Dropbox resta bloccato e devo aprirlo una volta per farlo ripartire, mentre dovrebbe funzionare in background. Relativamente alla tastiera invece molte volte, quando scrivo un messaggio, mi si apre in automatico la lista delle emoticons o certe lettere si perdono per strada con una strana frequenza.







martedì 17 ottobre 2017

Fischietti militari napoleonici o da caccia?

Dopo anni in cui ogni tanto salta fuori l'eterno quesito, ho deciso di mettere per scritto in un punto facilmente raggiungibile il mio pensiero sul discorso fischietti napoleonici.

Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.

Tutte le foto che seguono sono prese dalla rete, se qualcuno avesse qualcosa in contrario basta che mi contatti.

Ogni tanto, su tutti i forum o gruppi facebook di collezionismo militare in cui sono iscritto salta fuori la classica domanda.

"Sapete darmi indicazioni su questo fischietto?"


fischietto napoleonico caccia militare

fischietto napoleonico caccia militare

Quasi sempre l'utente di turno, senza indugio e sicuro al 100% di quello che dice, lo identifica come fischietto napoleonico in uso ai militari.

Ebbene io non vorrei guastare le uova nel paniere, ma ogni volta mi sono battuto per cercare di far ragionare il malcapitato di turno su quanto l'identificazione fosse quanto mai forzata.

Partiamo da una descrizione dell'oggetto, si tratta di fischietti di piccola taglia, misurano circa 4 cm di lunghezza e 1 cm abbondante di diametro. Sono fabbricati tramite colatura di una lega di stagno in due parti poi unite e quasi sempre hanno decori floreali o romboidali.

Mentre il periodo è abbastanza esatto definirlo napoleonico, anche se sarebbe meglio dire prima metà 1800, attribuirli al campo militare è a mio modesto parere errato.

Per un collezionista poter dire di aver in collezione qualcosa legato a Napoleone Bonaparte è sicuramente oggetto di vanto e credo sia proprio da questo che derivi la foga a volerli attribuire a tal settore.

Ma veniamo ai punti chiave che mi fanno dubitare:

a) si trovano indistintamente in ogni zona, non solo francese anche  dove i militari non sono mai stati;
b) i francesi avevano il vizio, un po' come i tedeschi durante la seconda guerra mondiale, di catalogare tutto cosa era dato in dotazione ai militari. Infatti ci sono tavole che descrivono le singole fibbie montate sul fucile e sulle giberne, i bottoni, le forniture il set da cucito o da riparazione del fucile ecc ecc. Perché quindi non catalogare anche i fischietti se erano effettivamente una dotazione consegnata al militare?
Alcune tavolo d'esempio trovate facilmente in rete.


tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

tavole equipaggiamento militari napoleone fibbia da scarpa

c) se ne trovano oggettivamente troppi, in teoria era munito di fischietto chi impartiva ordini o chi serrava le file (il sergente appunto), ma dal numero di fischietti che si vede in giro le cose non tornano, tutti i militari avrebbero dovuto perderne uno durante il loro periodo passato in Italia. 
Io ad esempio ne posseggo 4 interi più diversi frammenti, ogni collezionista iscritto sui forum ne avrà altrettanti. In Italia quanti appassionati ci sono? Qualche migliaio almeno, quindi vorremmo credere che ci siano stati decine di migliaia di sergenti o ufficiali e che tutti han perso il fischietto?

Si sa che col passare degli anni i fischietti diventano lisci e grandi. E' certo che nella prima guerra mondiale vengono usati dai militari e compaiono in ordinamenti e fotografie varie. 




Qui vedete un estratto di un catalogo per vendita a distanza di fine '800 inizi 1900. Tratto da questo sito http://jeanluc.matte.free.fr/catal/catalp.htm




Alcune foto di militari dotati di fischietto.






Qua arriviamo alla seconda guerra mondiale dove sui fischietti bitonali si vedono inconfondibili marchi militari.



Anche nel '700 erano sicuramente usati da chi impartiva gli ordini, infatti in molti resoconti di battaglie sono raccontati attimi di foga in cui i militari, durante gli scontri, non riuscivano più a capire gli ordini impartiti tramite i fischi, come ancora oggi si fa in marina.
Questo però non significa che tutti i fischietti che si trovano in giro sono di origine militare perché se no lo sarebbero anche le forchette, i coltelli, i chiodi e qualsivoglia altro oggetto di uso comune.
E' molto più probabile che fossero comuni oggetti presenti nelle tasche di ogni pastorello, contadino o cacciatore che scorrazzava per le nostre montagne e che fossero usati un po' da chiunque per comunicare a distanza. Non dimentichiamoci che fino a 50 o 60 anni fa il tempo trascorso nei boschi dai nostri avi era molto più di quello che ci trascorriamo oggi e che il cellulare non esisteva.
Quindi per una semplice questione di probabilità, è più facile che il fischietto che vi siete ritrovati in mano sia stato perso da un pastorello e non da un ufficiale/sergente di passaggio.

In ogni caso se qualcuno trovasse un qualche genere di documento che li rappresenti sarò il primo a cambiare idea.