giovedì 18 dicembre 2014

18 Dicembre 1935 - Anello Oro alla patria

Non tutti sanno che, esattamente 79 anni fa, il 18 dicembre 1935, ci fu la "Giornata della Fede", durante la quale gli italiani furono chiamati a donare le loro fedi nuziali in oro. Uno dei primi regali di Natale che fece il fascismo al popolo italiano.

Come sempre prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare qualche click sulle pubblicità a destra o sotto. Si aprirà una pagina di sponsor, a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille davvero.

Il 3 ottobre 1935 il Regno d'Italia invase l'Etiopia occupando direttamente il suo territorio. Il 6 ottobre 1935 la Società delle Nazioni condannò l'attacco da parte italiana e il 3 novembre furono approvate le sanzioni, decidendone l'entrata in vigore il 18 ( molti confondono tale data 18-11-35 con quella della giornata della fede perché è riportata all'esterno o all'interno degli anelli).
La deliberazione delle sanzioni fece esplodere le folle che scesero in piazza contro la Società delle Nazioni, provocando la mobilitazione interna. Il governo colse la palla al balzo e iniziò a raccogliere metalli utili per la causa bellica. 

L'Italia, per rispondere alle sanzioni, diede il via alla campagna "Oro alla Patria" e, un mese esatto dopo l'entrata in vigore della Società delle Nazioni, il 18 dicembre fu proclamata la "Giornata della Fede", giorno in cui venne chiesto agli italiani di donare le proprie fedi nuziali al fine di sostenere i costi della guerra e far fronte alle difficoltà.
Molti personaggi autorevoli del tempo, anche chi non appoggiava il regime, descrivono la cerimonia come la massima espressione patriottica di massa di tutti i tempi.
A coloro che donarono la propria fede d'oro venne data in cambio una fede in acciaio che portava la dicitura: ORO ALLA PATRIA - 18-NOV-35 XIV. 

Furono raccolte complessivamente 37 tonnellate d'oro e 115 d'argento.
Logicamente la gente agiata che appoggiava il governo appoggiò la propaganda fascista e donò di buona lena la propria fede. Nelle campagne, dove la povertà regnava, la cosa venne vista molto più in malo modo, anche perché si sa che molte volte a chi non aveva nulla da dare venne chiesto addirittura di donare le proprie pentole in rame.
Su queste ricevute e anche sulla tipologia delle fedi c'è molta varietà perché ogni zona aveva le sue.
Le varianti principali sono con scritta interna o con scritta esterna, in ognuno dei due casi ci può essere oppure no un fascio littorio di fianco alla scritta. Pare che la presenza del fascio venisse apposta se chi donava la fede era vedovo/a. Anche la data a volte può mancare.
In certi casi è presente una saldatura come se la fede sia stata adattata a misure diverse, anche questo non ne pregiudica l'originalità.
Non credo che ci siano fedi false dato lo scarso valore, in ogni caso basatevi su due o tre mie considerazioni.
E' molto più probabile che la fede sia una sola, all'epoca poche volte entrambi gli sposi avevano la fede in oro. La fede se indossata ha apparenza lucida, ma deve anche avere segni dovuti alla lavorazione al tornio, tenete conto che non venivano fatte con tanta cura.
Non bisogna confondere le fedi oro alla patria con quelle post belliche in duralluminio che venivano scelte dagli sposi nel primo dopoguerra a causa dell'altissimo prezzo dell'oro e della povertà di quasi tutta la popolazione italiana.
Questa è la mia, la si trova comunemente su cifre intorno dai 20 ai 30 euro se corredate di una qualche ricevuta.


18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio

In collezione ho anche la relativa ricevuta che venne rilasciata dal podestà di turno.

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevuta partito nazionale fascista

Per commemorare quest'evento vennero stampate anche delle cartoline.

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

Aggiornamento 8 Aprile 2016
Aggiungo gli ultimi entrati in collezione in questi anni.

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista
Vista d'insieme, i tre in alto hanno la scritta esterna, uno ha i fasci. Gli altri tre hanno scritta interna. Tutti coi fasci.


18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista

18 Dicembre 1935 - Oro alla patria anello ring fascismo fascio ricevut partito nazionale fascista



sabato 22 novembre 2014

Pulizia e restauro tramite l'elettrolisi di oggetti in ferro arrugginiti

Questa sera su storieefoto volevo mostrarvi come pulire il ferro arrugginito con l'elettrolisi.
Parleremo di elettrolisi, come spero sappiate si parla di questo processo ogni volta che abbiamo una corrente elettrica che, scorrendo in un fluido conduttore, crea un'energia chimica che modifica le sostanze presenti nella soluzione.

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La più semplice reazione elettrolitica che si può avere è quella dell'acqua, facendo scorrere una corrente continua in acqua la si scompone negli elementi di cui è composta: idrogeno e ossigeno.
Ma cosa succede ai due elettrodi che immergiamo nella soluzione?
Qui le strade si moltiplicano in base al materiale di cui sono composti e a quali sali sono disciolti nell'acqua.
Normalmente sul negativo si deposita uno strato metallico e sull'altro si creano delle cavità.
L'elettrolisi è molto efficace sulla rimozione della ruggine (ossido di ferro) perché quest'ultima viene ridotta per azione degli ioni di idrogeno che si separano dal catodo e staccata a blocchi dall'effetto meccanico prodotto dalle bollicine.
Io la uso ogni volta che l'oggetto da pulire non è pregiato e so che sotto la ruggine non c'è vernice da salvare. L'elettrolisi molto probabilmente la staccherebbe perché l'oggetto viene portato al ferro quindi perde ogni patina antica. Bisogna anche stare attenti quando l'oggetto è molto compromesso, magari composto quasi interamente da ruggine, in questi casi una volta finita la reazione non rimarrebbe più niente non essendoci del metallo sano.
La prediligo quando gli oggetti sono delicati e con i normali metodi di rimozione della ruggine non so se riuscirei a non far danni, la reazione una volta arrivata sul ferro nudo si ferma e non si creano danni al metallo. L'ho vista usare anche su canne di fucili dove l'uso di una debole carta vetro lascerebbe segni non belli da vedere e difficili da nascondere.
Non c'è bisogno di neutralizzare l'oggetto dopo il trattamento con altri bagni come avviene quando si usano acidi basta sciacquarli in acqua corrente.


Cosa ci serve per fare la pulizia con l'elettrolisi?

1) Un alimentatore in corrente continua. Va benissimo un caricabatterie da auto o quello che avete, io ne ho costruito uno partendo da un alimentatore di un vecchio pc. Se per caso voleste realizzarlo anche voi trovate la guida qui

http://storieefoto.blogspot.it/2014/11/costruzione-di-un-piccolo-alimentatore.html

 La corrente che deve riuscire ad erogare l'alimentatore è di uno o due Ampère a circa 12 Volt.
2) Un contenitore in plastica della dimensione adatta.
3) Acqua distillata, tanto quanto basta per ricoprire l'oggetto da pulire. A volte io uso anche acqua di rubinetto e non ho mai notato grosse differenze.
4) Il sale da sciogliere, molti usano il comune bicarbonato di sodio (Soda Solway), altri usano la soda caustica (idrossido di sodio). Non usate sale da cucina perché  il gas che si sviluppa è tossico (Cloro). Il vantaggio di usare la soda caustica è che ne basta molto poca, un cucchiaio per litro, per rendere conduttiva l'acqua e avviare l'elettrolisi, il problema è che è molto caustica quindi bisogna usare guanti in gomma e occhiali quando si maneggia l'oggetto bagnato.

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida

Una volta recuperato tutto il necessario, prepareremo il bagno, sgrasseremo per bene l'oggetto e ci assicureremo che ci sia un punto scoperto dalla ruggine per avere un buon contatto con le pinze dell'alimentatore.
Altro accorgimento a cui stare attenti è non immergere le pinze, che quasi sicuramente saranno di rame, per non avere reazioni non volute e rovinarle.
A questo punto al polo negativo (catodo) collegheremo l'oggetto da pulire, a quello positivo (anodo) un oggetto in acciaio o ferro sacrificabile. Quest'ultimo pian piano si corroderà fino a sparire.
Accenderemo l'alimentatore e se tutto è corretto vedremo crearsi molte bollicine.
Dopo qualche ora, a volte giorni, prendendo l'oggetto in mano ci accorgeremo che la ruggine è totalmente sparita o comunque, spazzolando l'oggetto, si stacca facilmente a grossi blocchi.

Di seguito vi metto un po' d'immagini.

Ho provato l'elettrolisi su un vecchio compasso da falegname e su un tappo di lamierino molto sottile, forse di origine militare.

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida vecchio compasso

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida vecchio compasso

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida

Ecco l'inizio della reazione, si notano le bollicine di idrogeno e ossigeno. 
Al catodo è collegato l'oggetto da pulire mentre all'anodo il pezzo di ferro o acciaio da sacrificare.

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida reazione

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida reazione

Dopo qualche ora la situazione è questa.

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida reazione

Il compasso appena tolto dal bagno e asciugato la situazione era questa.

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida compasso


Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida

Se si da una leggera passata col dreemel o con la spazzola di ferro per oggetti più grandi si può ottenere un risultato simile a questo. Come vedete le croste rimaste si staccano molto facilmente senza lasciare residui.

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida vecchio compasso antico

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida

Notare dove era appesa la pinza, che volutamente ho lasciato fuori dal bagno, la reazione non ha potuto lavorare e si nota la differenza. Notare anche come, nonostante lo stato del materiale davvero compromesso, non si siano creati danni oltre quelli già presenti.

Pulizia restauro del ferro con elettrolisi guida

A questo punto la pulizia è finita e si dovrebbe passare al trattamento per conservare il ferro. Vi accorgerete che in poche ore si ricreerà uno strato di ruggine rossastro molto brutto alla vista. Non preoccupatevene tanto la cosa è inevitabile. Quando sarete sicuri che l'oggetto sarà completamente asciutto con una leggera spazzolata andrà via e potrete dare il prodotto per bloccare la ruggine.
Magari farò una guida per il trattamento del ferro una volta pulito. Stay tuned.


giovedì 6 novembre 2014

Costruzione artigianale di un piccolo alimentatore da banco utilizzando un vecchio pc

Sarà capitato a tutti di dover cambiare il pc.
Prima di buttarlo io penso sempre se c'è qualcosa di recuperabile che potrebbe tornarmi utile.
Oltre ai dischi e le ram che potrebbero essere montati su un altro pc, io normalmente tengo anche l'alimentatore.
L'alimentatore di quasi tutti i pc fornisce una potenza che sta intorno ai 300-400 Watt, quindi è più che sufficiente per alimentare piccoli circuiti e fare alcuni esperimenti.

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Realizzare un piccolo alimentatore partendo da quello contenuto all'interno di un pc è molto semplice ed economico.
La prima fase è quella di smontare dal case l'alimentatore svitando le 4 viti presenti sul retro del pc e scollegando i vari cavetti che alimentano le parti del computer.

costruzione artigianale alimentatore da banco con vecchio pc

Interessante è anche leggere la targhetta coi dati del costruttore, nello specifico troverete per ogni colore dei cavi che tensione è presente e qual è la massima corrente che ci potrà fornire l'alimentatore. In questo caso sul cavo arancione abbiamo una tensione di 3,3 Volt per un massimo di 20 Ampere, sul rosso 5 V e 26 A, sul giallo 12 V e 8 A gli altri non li ho usati, il nero è sempre il negativo.
Normalmente gli alimentatori da pc hanno già integrato un sistema che li manda in protezione se per caso creiamo qualche corto circuito, quindi non è il caso di aggiungere delle protezioni con fusibili o altri dispositivi.

dati di targa alimentatore pc

Una volta completata questa fase vi troverete tra le mani un oggetto come questo.

costruzione artigianale alimentatore da banco con vecchio pc

Volendo potete già usarlo così ma non è proprio bello esteticamente e tutti questi cavi volanti non sono certo l'esempio della sicurezza, specialmente se lo userete in campo non asciutto.
L'unica cosa che dovete ancora sapere è come farlo partire perché, se ora che l'avete smontato provate ad alimentarlo con la 220 V, vi accorgerete che non si accende.
Per far partire il circuito che accende l'alimentatore dobbiamo simulare la pressione del tasto che avverrebbe quando accendiamo il pc, per fare questo dovete scollegare il cavo verde che trovate sul morsetto a 24 poli e collegarlo tramite un interruttore ad uno dei cavi neri. Potete anche collegarli insieme direttamente, in questo caso, quando darete corrente all'alimentatore si accenderà.

costruzione artigianale alimentatore da banco con vecchio pc

costruzione artigianale alimentatore da banco con vecchio pc

costruzione artigianale alimentatore da banco con vecchio pc

Io ho poi preferito chiudere il tutto in una comune scatola da esterni. Ho messo anche una spia sia sulla 220 V in ingresso che sulle uscite.
Ho poi inserito un interruttore bipolare sul retro che interrompe la 220 V e sull'altro lato un fusibile (non si sa mai).
Sui lati, che non ho fotografato, ho fatto dei fori di areazione per dissipare il calore prodotto.
Volendo si potrebbe ancora aggiungere un amperometro sul fronte per controllare la tensione e la corrente utilizzata.

Fronte

costruzione artigianale alimentatore da banco con vecchio pc

Retro

costruzione artigianale alimentatore da banco con vecchio pc

Aperto

costruzione artigianale alimentatore da banco con vecchio pc

I semplici collegamenti interni

costruzione artigianale alimentatore da banco con vecchio pc

costruzione artigianale alimentatore da banco con vecchio pc

martedì 14 ottobre 2014

Pulizia restauro di un elmetto tedesco M35 Luftwaffe

Poco tempo fa mi è capitato tra le mani questo elmetto.
E' un m35 della luftwaffe.
Nulla di eccezionale ma sotto lo sporco si vedeva ancora la presenza leggera delle decal e di tracce di vernice originale, ho deciso di provare anche con lui il trattamento in acido ossalico.

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Se volete trovare una guida dettagliata al metodo di pulizia in acido ossalico fate clic sul link seguente.

http://storieefoto.blogspot.it/2013/10/restauropulizia-latte-e-oggetti.html

Queste le condizioni iniziali del casco.
Purtroppo era stato usato per contenere una specie di cemento o stucco molto duro da togliere e ho dovuto avanzare con molta calma a colpi di scalpellino.
Lavoro eterno, ma alla fine non è venuto così male.

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

Dopo 3 ore in bagno di acqua molto calda e acido ossalico nella percentuale di un cucchiaio colmo per litro le condizioni erano queste. Come vedete anche sull'esterno era presente lo stesso materiale presente all'interno, anche qui con carta vetro fine fine ho provato a eliminarne un po'.

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

A questo punto prima di dare la solita mano di olio di vasellina per rifinire e ravvivare i colori ho pulito con un lavoro certosino l'interno.
Si intravede il numero di matricola e produttore.

Una volta unto il risultato finale è stato questo.

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

decal elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

decal elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico