martedì 14 ottobre 2014

Pulizia restauro di un elmetto tedesco M35 Luftwaffe

Poco tempo fa mi è capitato tra le mani questo elmetto.
E' un m35 della luftwaffe.
Nulla di eccezionale ma sotto lo sporco si vedeva ancora la presenza leggera delle decal e di tracce di vernice originale, ho deciso di provare anche con lui il trattamento in acido ossalico.

Prima di andare avanti vi chiederei, dato che tutto quello che faccio è per passione, se poteste gentilmente fare un click sulle pubblicità a destra. Si aprirà una pagina di pubblicità a voi non costa niente e non ci sono virus essendo tutte pubblicità di google, poi potete richiuderla. In tasca mi viene qualche centesimo e mi copre quelle poche spese di dominio e sito internet. Grazie mille.

Se volete trovare una guida dettagliata al metodo di pulizia in acido ossalico fate clic sul link seguente.

http://storieefoto.blogspot.it/2013/10/restauropulizia-latte-e-oggetti.html

Queste le condizioni iniziali del casco.
Purtroppo era stato usato per contenere una specie di cemento o stucco molto duro da togliere e ho dovuto avanzare con molta calma a colpi di scalpellino.
Lavoro eterno, ma alla fine non è venuto così male.

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

Dopo 3 ore in bagno di acqua molto calda e acido ossalico nella percentuale di un cucchiaio colmo per litro le condizioni erano queste. Come vedete anche sull'esterno era presente lo stesso materiale presente all'interno, anche qui con carta vetro fine fine ho provato a eliminarne un po'.

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

A questo punto prima di dare la solita mano di olio di vasellina per rifinire e ravvivare i colori ho pulito con un lavoro certosino l'interno.
Si intravede il numero di matricola e produttore.

Una volta unto il risultato finale è stato questo.

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

decal elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico

decal elmetto tedesco M35 Luftwaffe acido ossalico





lunedì 6 ottobre 2014

Qualche regola di composizione fotografica - Come scattare e comporre una buona foto

La fotografia come tutte le arti ha delle regole sia tecniche che compositive.
Le regole sono anche fatte per non essere rispettate, ma il mio consiglio è quello di iniziare a usarle e, una volta arrivati a un buon livello di tecnica provare a sperimentare qualcosa di nuovo.
In ogni caso le regole vanno conosciute.
Quest'articolo vuole essere una semplice raccolta su come comporre una buona fotografia, lo aggiornerò strada facendo.
La prima considerazione che non è una vera è propria regola è che nell'era della digitalizzazione delle informazioni il saper scattare una buona foto pare diventato superfluo e troppi di coloro che si autodefiniscono fotografi pensano più alla post-produzione che al saper usare la macchina fotografica. In realtà se lo scatto è già buono il fotoritocco diventa minimo e più facile. Quindi il primo consiglio che do è quello di conoscere bene la propria attrezzatura e sapere quello che si vuole fare. Lo scattare a caso non ha senso e quasi mai porta buoni risultati.
Una volta quando ho iniziato a usare le reflex si diceva che la media era di uno scatto buono su una pellicola da 36 pose, oggi io direi che la percentuale va divisa per 10, secondo me si ottiene uno scatto buono ogni 300 scatti.

1) Partiamo dalla prima regola che secondo me è elementare e fondamentale, solo chi è un Artista con la A maiuscola la può sfidare.
Le foto devono essere DRITTE, l'orizzonte deve essere orizzontale. Non c'è nulla di più fastidioso di vedere una foto leggermente storta.
Tenete conto che l'occhio umano riesce a notare una pendenza del due per mille, cioè una pendenza di 2 mm su una lunghezza di un metro.
Inoltre quest'errore può essere facilmente recuperato in photoshop quindi per piacere fateci caso.

2) La seconda regola anche se banale è che il soggetto deve essere a FUOCO, non è ammesso che il protagonista della foto sia sfocato. In particolare nei ritratti devono sempre essere a fuoco gli occhi, il naso e la bocca. Questa regola può essere sfidata per ottenere particolari effetti ma si va davvero nella fotografia artistica pura.

3) Forse la seconda regola per importanza è la regola dei terzi. Come già sapevano i pittori che ancora oggi ci incantano con i loro capolavori. Il soggetto per attirare l'attenzione andrebbe posto in prossimità dell'intersezione delle linee che dividono in tre parti uguali il fotogramma sia in orizzontale che verticale. Naturalmente in alcuni casi questa regola può essere scavalcata e si può decidere di piazzare il soggetto esattamente al centro. Normalmente questo avviene se il soggetto è uno solo e magari stiamo scattando in verticale.
In realtà la regola dei terzi è una semplificazione perché si avvicina alla sezione aurea o proporzione divina che troviamo molte volte in natura.

Sezione Aurea


Terzi


Come vedete i punti salienti più o meno coincidono.
In ogni caso non dovete fasciarvi la testa e stare al millimetro basta ricordarsi che l'occhio tenderà ad andare a cercare qualcosa in quei punti e noi dobbiamo farglielo trovare.
Anche la fotografia di paesaggio vuole la linea di orizzonte su una delle linee dei terzi, come nei ritratti si aspettano gli occhi su quei punti.
Questi sono alcuni miei scatti che potete vedere in alta risoluzione sul mio profilo 500px al seguente link.



Ecco due esempi di Jake Garn in cui si è ottenuto un risultato spettacolare seguendo questa regola.




4) Le linee guida. Giocando con la composizione si possono inserire gli elementi salienti di una fotografia su linee guide che aiutano a portare lo sguardo in certi punti. Le più famose sono le diagonali, gli archi, i triangoli e tutto quello che può comunque dare armonia all'immagine. Una strada guiderà l'occhio nella direzione della stessa e gli occhi di una modella guideranno quelli dello spettatore.


5) Evitate gli oggetti vicino al bordo. State attenti a non inserire componenti di disturbo vicino al bordo o tagliarli perché prenderebbero improvvisamente molta importanza. L'occhio li osserverebbe e il cervello si farebbe domande sul perché è stato tagliato e che forma avrebbe avuto l'oggetto intero. 

6) Diretta conseguenza della regola precedente. Se ritraete persone o animali non tagliate mai gambe, braccia, mani o piedi. Esistono formati standard da rispettare. Anche qui la foto va immediatamente cestinata.

7) Lo spazio va sempre davanti allo sguardo o nel senso del movimento. Se facciamo uno scatto di profilo ad una persona la parte libera della fotografia deve stare nella direzione in cui si guarda non viceversa. Lo stesso vale se facciamo uno scatto a una moto, lo spazio deve essere davanti alla stessa e non dietro.

8) Questa vale particolarmente per il paesaggio ci dovrebbe sempre essere un primo piano, un secondo piano e lo sfondo. Se volete fotografare una montagna cercate di mettere qualcosa nel fotogramma vicino a voi in modo da far capire quanto è imponente e dare profondità allo scatto. E naturalmente il tutto deve essere a fuoco, per questo studiatevi la distanza iperfocale in base al vostro obiettivo.

9) I colori, se li sapete usare otterrete sicuramente immagini interessanti. Ricordatevi che l'occhio unano è più sensibile a certi colori. Ogni colore evoca sensazioni nell'osservatore, i colori freddi rilassano, quelli caldi stimolano. Il colore che attira di più l'attenzione è il giallo. E' il colore che attira per antonomasia, fateci caso le maggiori campagne pubblicitarie hanno qualcosa di giallo. Lo smile, mc donald, ecc ecc...

10) Evitate i watermark, a meno che non siate dei super professionisti, sono solo fastidiosi. Tutti abbiamo passato una fase della nostra vita in cui avevamo paura di essere derubati dei nostri scatti. Se il watermark è piccolo è facilmente rimovibile, se è grande danneggia lo scatto, allora cosa lo pubblichiamo a fare?

Ed infine direi due regole di buon senso più che di composizione.

11) Le fotografie non vanno spiegate, se c'è bisogno di farlo vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa.

12) Imparate a cestinare, se una foto non vi convince al primo colpo buttatela, non c'è niente da fare. Siate cattivi con voi stessi.

12) Compratevi un buon libro di qualche fotografo famoso e cercate di capire che regole ha rispettato e quali no, scoprirete cose interessantissime.